venerdì 10 febbraio 2017

Curcio non sa quante casette servono. E intanto arriva settembre. E i terremotati dove li mettiamo in estate?



Io credo che la frase riportata dalla stampa e attribuita a Fabrizio Curcio, capo Dipartimento della Protezione, circa le casette post terremoto sia a dir poco allucinante. Dichiarare candidamente che a febbraio inoltrato ancora non si conosce il numero esatto delle casette che sono necessarie, a giustificazione del ritardo madornale col quale si consegneranno, è una cosa che non si può tollerare.
“Le casette non piovono dal cielo” dice Curcio “e non è facile stabilire quante ne servano dopo tre terremoti”.  Quanto ci metterà, il capo della Protezione Civile, a capire, a computare, a contare uno a uno quelli che necessitano di una casetta? Sono passati tre mesi abbondanti dall’ultima scossa importante e ancora non sappiamo il fabbisogno. A questo punto anche lo slittamento vergognoso dei moduli abitativi previsto ora per il prossimo settembre, a quasi un anno dal sisma, sembra ottimistico. E intanto?
Intanto arriva l’estate, e i terremotati ospiti sulla costa non sanno che fine faranno. Le strutture dovrebbero tornare a disposizione del turismo, altrimenti aggiungeremo danni ai danni, creando un vuoto nelle strutture ricettive a causa della mancata disponibilità delle stesse, cosa che avrebbe conseguenze nefaste per il comparto turistico della zona.  E non ce lo possiamo permettere.

Luca Craia