domenica 11 dicembre 2016

Gentiloni al governo: non c’era alternativa



Vorrei ricordare a tutti coloro che oggi si stracciano le vesti perché il Presidente della Repubblica ha incaricato il povero Gentiloni di formare un nuovo governo dopo Renzi, che abbiamo votato per un referendum e non per le elezioni politiche. Esiste ancora una maggioranza parlamentare, per quanto eletta con una legge illegale, ed è l’unica maggioranza possibile al momento. Mattarella, quindi, ha semplicemente rispettato la Costituzione, quella che abbiamo appena difeso e salvato da un attacco pernicioso condotto da quella stessa maggioranza che oggi andrà di nuovo a governare. È la Costituzione che lo dice e così deve essere.
Gentiloni è un poveraccio. Lo è sia perché politicamente ha il valore di una moneta da dieci Lire bucata, sia perché si trova una patata bollente tra le mani e non ha le capacità nemmeno per pelarla. È logico pensare che, dietro a questa ennesima marionetta, ci sia il solito burattinaio che ha manovrato le ultime tre. Nulla di nuovo, quindi, ma andiamoci piano ad accusare il Presidente della Repubblica che, in questo caso, ha semplicemente assolto al suo compito.
Ora c’è solo da augurarsi che questo miserabile governo faccia velocemente una legge elettorale passabile e che ci lasci votare quanto prima. Così non fosse la vedo davvero molto male, ma chi ha orchestrato questa situazione, che è stata progettata nel dettaglio, fino a prevedere anche il dopo Renzi e la sconfitta al referendum, lo ha fatto molto bene, facendo anche conto sull’inflessibilità del Movimento 5 Stelle. Temo che toccherà aspettare la fine del quinquennio, e non è, come semplicisticamente si vuole fare intendere, una questione legata alle indennità parlamentari da maturare. Il motivo è che, nel frattempo, si dovrà dirimere la questione dell’incostituzionalità della legge elettorale, magari facendone un’altra anche peggiore che metterà il Pd nelle condizioni di governare e riformare la Costituzione senza ulteriori problemi.

Luca Craia