martedì 9 giugno 2015

Sperimentazioni coi titoli e curiose sorprese




Ieri ho fatto un esperimento. Era un esperimento un po’ azzardato e ne ero cosciente, perché ogni volta che nomini la Sutor a Montegranaro, se non sei un adepto accettato, rischi grosso. Conscio del pericolo, ho deciso di volerlo correre per amore della “scienza” e ho scritto un articolo per spiegare gli aumenti della Tasi utilizzando un bieco stratagemma: mettere un titolo che non c’entrasse nulla ma che richiamasse l’attenzione maggiormente rispetto a un titolo che parlasse di tasse. Così ho titolato utilizzando il nome della Sutor, pensando che questo potesse moltiplicare le visualizzazioni. È bene spiegare che, non avendo questo blog inserzioni pubblicitarie, aumentare le visite non comporta alcun vantaggio economico, checchè qualche luminare del web ne dica. I risultati non sono stati quelli sperati ma mi hanno fornito parecchi dati su cui ragionare.
Prima di tutto ho potuto constatare che utilizzare il nome della Sutor crea interesse ma in maniera molto minore a quanto mi potessi aspettare. L’articolo è stato visualizzato su Facebook 3544 volte dalla pubblicazione a questo momento in cui scrivo. Buono ma non eccezionale, articoli su altri argomenti hanno fatto più visualizzazioni. Il dato interessante è un altro, però. A 3544 visualizzazioni corrispondono 836 aperture (e quindi presunte letture) dell’articolo, un numero non distante dallo standard di qualsiasi articolo. Questo significa che, se il titolo ha creato interesse, pochi, in rapporto alle visualizzazioni, se lo sono andati a leggere.
Interessantissima, per quanto prevista, la reazione di molti Montegranaresi, arrabbiatissimi solo per il fatto che io abbia impropriamente utilizzato il nome della Sutor e creato una falsa speranza (il titolo si riferiva a una improbabile riammissione in A della squadra) e prodighi di commenti sia su Facebook che, ovviamente in forma anonima, sul blog. L’epiteto più delicato che mi sono beccato è stato “ebete”. Sto ancora ragionando sull’opportunità di sporgere denuncia verso questi miei ammiratori. Vedremo. Sono quasi tutti giovanissimi (fatta eccezione per qualche ultra quarantenne di esclusiva anagrafe; come dice un mio caro amico, la crescita del cervello è ineluttabile, quella della mente no) e non so se voglio essere io il primo a macchiare la loro fedina penale. Ciò testimonia che a Montegranaro puoi bestemmiare qualsiasi dio ma non ti azzardare a pronunciare invano il nome della Sutor. Comunque, a conti fatti, mi aspettavo qualche insulto di più.
Il dato, comunque, più interessante è il fatto che non si siano registrati commenti legati alla Tasi, che tocca le nostre tasche in maniera pesante, mentre sulla Sutor, che non c’entrava niente con l’articolo, ne abbiamo avuti in quantità. Concludiamo:
-          un conto è leggere il titolo, un altro è leggere l’articolo. La maggioranza non legge gli articoli per cui è importante comunicare un messaggio col titolo;
-          la violenza verbale su Facebook è in crescita esponenziale, specie nelle giovani generazioni, e questo è un dato su cui bisognerebbe riflettere;
-          il cittadino montegranarese ha scarso interesse nell’informarsi anche su cose che riguardano il proprio portafoglio, salvo poi lamentarsi quando è in fila alla Posta per pagare;
-          il cittadino montegranarese è scarsamente reattivo su questioni legate alla vita pubblica mentre diventa una belva come si sconfina nello sport;
-          cercare di migliorare in qualche maniera questo paese (e, se vogliamo, anche questo Paese, visto che il microcosmo montegranarese rispecchia in scala il macrocosmo italiano) è cosa ardua, forse impossibile, e può essere classificata come puro esercizio mentale;
-          francamente non sono sicuro che valga la pena proseguire nell’esercizio mentale;
-          i Talebani non stanno solo in Afghanistan e non sono necessariamente maomettani.

Luca Craia

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