giovedì 1 marzo 2018

Santa Lucia di Recanati: interrogazione regionale di Fratelli d’Italia su ritardi e disservizi



Elena Leonardi: si aumenti l’organico del personale tecnico di radiologia


Comunicato integrale
 
Le continue proteste ed i disservizi che si stanno verificando presso l’Ospedale di Comunità di Recanati hanno portato alla redazione di un’interrogazione regionale  a firma Elena Leonardi , capogruppo di Fratelli d’Italia. Nell’atto vengono elencate le criticità che si riscontrano presso varie unità operative o ambulatori del presidio recanatese.
Così come evidenziato negli organi di informazione riporto la situazione di “affanno” in cui si trova la radiologia -  esordisce la Leonardi – il tutto per la carenza dei tecnici: con due figure che prestano servizio al mattino ed una al pomeriggio la situazione a volte diventa insostenibile, proprio al momento della concessione delle ferie o della malattia del personale medesimo.
La rappresentante del partito della Meloni evidenzia inoltre il fatto che di sabato mattina si trovi un solo tecnico al lavoro il quale deve far fronte alle prenotazioni, agli esami richiesti in via di urgenza dai medici di famiglia, a quelli che giungono dal Punto di Primo Intervento ed infine a quelli che pervengono dal reparto delle cure intermedie, che il medico internista prenota il venerdì per il giorno dopo.
La Leonardi, che è anche vicepresidente della Commissione regionale alla Sanità, ricorda sia l’audizione fatta proprio in questa sede sia gli incontri con gli esponenti della maggioranza con le conseguenti rassicurazioni fornite da chi gestisce la sanità regionale, ai comitati impegnati nella difesa dei servizi essenziali del “Santa Lucia”.
Nell’interrogazione si ricordano inoltre altre serie carenze, ad esempio: dalla sostituzione dell’OPT (macchinario per l’ortopantomografia) che è rotto dal primo novembre, con la conseguenza che l’utenza deve rivolgersi presso altri presidi sanitari e, ancora, il mammografo che risulterebbe sottoutilizzato. Vengono difatti erogate  circa 200 prestazioni al mese, vale  a dire dieci al giorno per cinque giorni a settimana e tutte in screening. Con un tecnico aggiuntivo se ne potrebbe fare molti di più, accorciando le lunghe liste di attesa e allo stesso tempo rendendo il servizio più remunerativo per la sanità pubblica.
In momenti di emergenza neve come in queste ore per la stragrande maggioranza dei cittadini, spostarsi è un serissimo problema e avere la possibilità, in territori collinari come questo, di usufruire di servizi essenziali nelle proprie zone è un diritto che viene a volte a mancare.
Le belle promesse del Pd regionale si concretizzano, secondo la Leonardi, in bolle di sapone quando devono applicarsi alla realtà territoriale. L’evidente situazione di disagio continuo per gli utenti denota lo scarso interesse verso la sanità pubblica che la Giunta Ceriscioli continua a tenere superata ormai la metà della sua legislatura.