domenica 25 febbraio 2018

Macerata al setaccio. Arresti continui e lotta alla criminalità. Allora il problema non sono i fascisti.

Un periodo di controlli intensi, a Macerata, che sta portando a continui arresti di esponenti della malavita nigeriana e africana che, a quanto pare, controlla lo spaccio della droga, almeno al livello inferiore. Da qui la domanda che in tanti ci poniamo: era necessario arrivare alla doppia tragedia prima di intervenire? I Maceratesi erano coscienti da tempo di avere un grosso problema legato all'immigrazione e al suo controllo. Ma le Istituzioni, a quanto pare, sono state poco presenti e fondamentale sorde alle istanze della cittadinanza. Ben venga, quindi, il controllo attuale, ma occorre prendere coscienza delle lacune passate.
Macerata rappresenta in realtà quello che accade dappertutto, nei nostri piccoli centri. C'è una criminalità capillare e diffusa che rende invivibili i paesi e le città marchigiane, ed è riconducibile quasi interamente a immigrati, purtroppo non solo clandestini, a testimonianza del fatto che il sistema di accoglienza dell'immigrazione non funziona dalla prima all'ultima fase. Prenderne coscienza, per quanto tardivamente, è positivo, ma resta una resistenza culturale a livello istituzionale preoccupante, una sorta di negazione della realtà che non porta certo alla soluzione del problema.
Quindi l'ordine pubblico maceratese non è stato danneggiato dai fascisti, a parte un matto con la pistola che, comunque, rimane un matto con la pistola prima che un fascista, nonostante le presunte letture naziste che non pare sia stato nemmeno in grado di comprendere, quanto dalla presenza incontrollata di una criminalità che affonda le proprie radici nel disagio e nella mancata integrazione dell'immigrazione mal gestita. Ma contro i fascisti sono scesi in strada in 30.000. Contro questi criminali assorda il silenzio.

Luca Craia