sabato 24 febbraio 2018

La Provincia di Fermo viola la Costituzione e inganna il cittadino. Questa la motivazione della sentenza sull’autovelox della Mezzina



È pesantissima la sentenza emessa dal Giudice di Pace riguardo uno dei ricorsi vinti contro la Provincia di Fermo e il suo autovelox “rabberciato” installato sulla Mezzina al posto del tutor. È una sentenza che ci indica una gestione improvvisata, poco chiara e totalmente illegale della sostituzione del mezzo di rilevamento della velocità, talmente illegale da violare l’articolo 97 della Costituzione. Ma viola anche altre norme, come quella che impone che la segnaletica sia chiara e ben leggibile o che l’apparecchio sia idoneo allo scopo. Soprattutto, però, quello che emerge dalla motivazione è che la Provincia avrebbe in qualche modo ingannato i cittadini, e la cosa è gravissima.
Quando l’Istituzione, che è chiamata a rappresentare i cittadini, a soddisfarne i bisogni, a garantirne la sicurezza, si comporta in modo illegale, siamo di fronte a un paradosso. In questo caso si puniva un’illegalità commettendo un’altra illegalità. C’è la delegittimazione dell’Istituzione, la sua perdita di credibilità e di autorevolezza. Il danno, oltre a quello erariale che mi pare evidente, visto che la Provincia è chiamata anche a pagare le spese, è di immagine ed è veramente enorme.
Il danno è ulteriormente aggravato dall’atteggiamento che la Provincia, nelle persone del suo Presidente e dell’assessore alla mobilità, continua a tenere, motivando il proprio agire con l’intento di garantire la sicurezza. Ma, per farlo, si è agito al di fuori della legge, il che è inconcepibile e imperdonabile, oltre che poco realistico visto che i mezzi per ottenere una moderazione della velocità su quel tratto di strada sono ben altri, più efficaci e meno vessatori.
In un Paese normale un amministratore pubblico che viene accusato di aver violato legge e Costituzione si dimetterebbe senza proferire verbo. In Italia no, continua a giustificarsi e rimane al suo posto. La domanda è questa: con quale autorevolezza ora si multeranno i cittadini?

Luca Craia