venerdì 9 febbraio 2018

Elenco scrutatori rivisto senza pubblicizzazione. Gismondi accusa: si favoriscono gli amici?



Comunicato integrale

Nelle campagne elettorali si assiste e si ascolta di tutto. Nei paesi ove la democrazia è debole, molto spesso sono gli operatori dell’OCSE che certificano la regolarità delle elezioni. Montegranaro, probabilmente per i deficit di bilancio denunciati dall’assessore Basso, che ha speso più di 1 miliardo delle vecchie lire per il solo marciapiede di viale Gramsci, non può permettersi il soggiorno degli ispettori OCSE. Per certificarsi che le elezioni siano garantite da standard a loro più consoni, si sono inventati che i circa 750 richiedenti la partecipazione alle operazioni di voto come scrutatori dovessero, per così dire, confermare entro il 31/01/2018 la richiesta espressa nell’ottobre scorso, secondo i termini di legge. Non mi risulta ci sia una norma che richiede tale ulteriore conferma, né, tanto meno, è stata comunicata agli interessati al momento della prima iscrizione e/o magari con un comunicato stampa o all’Ape Ronza.
Il messaggio quindi è stato diffuso probabilmente con la formula del passaparola tra gli amici degli amici. Questo ha ridotto di molto i contendenti e sicuramente il concentrato che se ne è ricavato lascia pensare ad una forte presenza di amici. L’operazione di chiara matrice oscurantista, lascia dubitare che nei seggi saranno collocati, per così dire, personaggi selezionati, meglio se con la tessera del PD. Se questo è vero, c’è da aspettarsi che alcuni seggi, i cui presidenti, nominati dalla corte di appello, ma classificati come simpatizzanti di forze avversarie, saranno caratterizzati da scrutatori, con caratteristiche più consone all’amministrazione.
Insomma, un clima di sospetti, innescati da una politica oscurantista. La tanto proclamata trasparenza si infrange su una sete di potere che sacrifica pure le buone intenzione di quanti, per rendere un servizio al paese, erano disposti a sacrificare trenta ore della loro vita per un compenso da fame. Come si può chiedere ai giovani di dedicarsi alla politica, di mettersi al servizio della collettività, quando le istituzioni sono cosi voraci da esercitare potere sino alle briciole? Che speranza, cosa dire a quei tanti concittadini che hanno presentato richiesta secondo la legge e non sanno nemmeno che la loro richiesta non è stata presa in considerazione perché nessuno ha detto loro che dovevano confermare entro il 31 gennaio 2018? Se non è una norma di legge si dica ai cittadini chi l’ha scritta, chi l’ha firmata, soprattutto si chieda scusa, si diano le stesse possibilità a tutti perché prima siamo cittadini, poi amici, e non il contrario.

Gastone Gismondi