venerdì 19 gennaio 2018

Terremoto tutto bene. Abbiamo la certificazione del professore. Il matto sono io.



Avevo da un po’ l’impressione di essermi sognato tutto: le macerie che stanno macerando sul posto, le SAE che si smontano col vento, i boiler congelati, la gente congelata dentro le roulotte, le stalle che non ci sono, la ricostruzione che non c’è. Avevo questa netta impressione perché mi sentivo un po’ come quello che, in autostrada, ascolta la radio che avvisa “attenzione! C’è un matto in autostrada che va contromano!” e lui esclama: “Uno? Qua ne sono mille!”. Nel senso che, quando a dire certe cose si rimane in due o tre, quando addirittura gente che ha detto e documentato per mesi il disastro, poi cambia opinione e fa passare te per matto, quando accendi la televisione e ti arriva il messaggio che va tutto bene, ma bene bene bene, con tanti nastri tagliati, tanti sorrisi, tante bandierine sventolate, alla fine cominci a pensare che sei ammattito davvero.
A certificarlo, con tanto di benedizione dell'assessore Sciapichetti, è arrivato nientepopodimenochè un docente dell’Università di Camerino, tal Carlo Bisci, insegnante di geografia, che si fa un bel ciclo di interviste, così, per documentare le sue ricerche, nelle zone terremotate. Francamente il professor Bisci non lo avevo mai sentito nominare prima, forse mi ero distratto o forse si è accorto solo ora del terremoto e delle possibilità che non nega a nessuno in termini di visibilità, fatto sta che pare abbia fatto un ciclo di interviste che attestano che va tutto bene. Quindi il matto sono io.
Il professor Bisci dice che “nonostante le voci polemiche (poche, ma molto "pubblicizzate"... dipenderà dal fatto che siamo in campagna elettorale?) i lavori di messa in sicurezza, rimozione macerie e installazione delle SAE si sta svolgendo con una celerità che mi ha stupito”. Porcomondo! E io che mi credevo che un anno e mezzo per rimuovere solo le macerie pubbliche, poche case messe in sicurezza, le zone rosse ancora belle rosse e interdette non equivalessero precisamente a un procedere spedito.
E no, il professore ha intervistato direttamente i terremotati che gli hanno detto che le casette sono “molto gradite ai loro sfortunati nuovi abitanti”. Pensare che io mi ero fatto l’idea opposta, cioè che, a parte l’entusiasmo iniziale di chi rientra in qualcosa che somiglia a una casa dopo mesi e mesi di sofferenze, la gente si rendesse conto che questi scatoloni sono una fetecchia. Sì sì, evidentemente ho fatto brutti sogni, devo aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male. Grazie professore per avermi fatto rinsavire.

Luca Craia



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