sabato 13 gennaio 2018

Sky rivuole indietro il decoder e i gli arretrati. Ma il decoder è rimasto sotto le macerie



Pochi giorni dopo il terremoto che ha distrutto la sua bella casa, costruita con sacrificio e amore, e insieme alla casa stravolto la sua intera esistenza, subito dopo aver iniziato ad ammortizzare il trauma, Sabrina ha cercato di rimettere insieme un po’ di cocci della sua esistenza e, tra le altre cose, ha anche telefonato a Sky per sapere come fare con l’abbonamento, visto che, in quella particolare situazione non era pensabile si potessero utilizzare con gusto i servizi dell’emittente satellitare. Dall’altro capo del telefono una voce gentile la rassicurò dicendo che avrebbero pensato a tutto loro, che per i terremotati era prevista una soluzione indolore e che poteva stare tranquilla.
Oggi arriva una telefonata da Sky. Un’altra voce gentile e suadente chiede a Sabrina di restituire le somme relative agli abbonamenti non versati, circa 500 Euro. Sabrina ha obiettato che le era stato garantito che non avrebbe avuto problemi, in quanto terremotata, e la signorina dall’altro capo del filo, sempre con grande gentilezza, ha fatto richiesta di restituzione anche del decoder, quel decoder che, presumibilmente, è ancora lì, sotto le macerie.
È una storia paradossale, una delle tante storie paradossali legate al terremoto dove la solidarietà sincera delle persone si intreccia con l’ottusità delle macchine, con la freddezza dei computer, con la stupidità della burocrazia e delle scartoffie. Io credo e mi auguro che la faccenda si chiuda da sé, che non vada più avanti di come è adesso perché già è abbastanza assurda. In ogni caso il fatto è paradigmatico di come la reale situazione dei terremotati sia in realtà ignota ai più.

Luca Craia

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