domenica 7 gennaio 2018

Il silenzio dell'Ape

Mi hanno fatto notare che non "pungo" sul tema terremoto da un bel po'. Il motivo è semplice: odio essere ripetitivo. E non c'è nulla di nuovo sul fronte occidentale, nemmeno su quello orientale. Che devo scrivere? Che le SAE sono una fetecchia, l'ennesimo insulto alla dignità della gente terremotata? Che è partita la strumentalizzazione elettorale? Che la stampa nazionale (e un po' anche quella locale) è peggio della meretrice di Babilonia? Che la ricostruzione non c'è e non ci sarà almeno in tempi umani? Sono tutte cose che dico da un anno e mezzo, parole cadute nel vuoto, fatica, tempo, fiato sprecati e tasti consumati invano. Confesso che sono infinitamente demoralizzato e demotivato. Se cercassi qualche like in più ve la metterei sul lacrimevole come qualche opportunista sa fare. Io ho cercato di fare incazzare la gente, terremotati e non, perché di motivi per essere incazzati ce ne sono a mazzetti da dodici. Ma non ci sono riuscito, ho peccato di presunzione. Allora godetevi le commoventi storie dei grandi di Spagna, le sceneggiate dei politici e aspiranti tali, le mirabolanti sforbiciate   di nastri tricolori. Se avrò altro da dire lo farò. Per ora vado a cercarmi un antiemetico.

Luca Craia