martedì 30 gennaio 2018

Cantieri terremoto: caporalato e sfruttamento? Il caso è anche politico.



Se ne è occupato per primo il Corriere Adriatico ma il caso sta prendendo interesse anche a livello nazionale e la notizia è riportata anche da La Repubblica. La denuncia è partita dalla Cgil che faceva seguito all’esposto di due cittadini egiziani impiegati nei cantieri che allestiscono le aree SAE dell’area tra Muccia, Visso, Caldarola e Camerino, i quali dichiaravano di aver subito inadempienze e vessazioni di vario genere, come il mancato pagamento degli stipendi, irregolarità negli orari di lavoro e nei contratti fino a giungere al licenziamento a causa delle loro proteste.
In seguito all’articolo di giornale si è aperto un confronto tra la ditta abruzzese che gestisce i cantieri in subappalto e la rappresentanza sindacale, un confronto dal quale pare stiano emergendo riscontri oggettivi a quanto dichiarato dagli operai egiziani che pare non siano i soli ad aver subito irregolarità. A fare da contraltare, però, c’è un’intervista di Picchio News a due operai, anche loro stranieri, che dichiarano sostanzialmente che i loro colleghi che si sono rivolti ai sindacati si siano inventati tutto. Un’accusa grave che, se dimostrata, porrebbe tutta la vicenda sotto un’altra luce ma che, qualora si rivelasse infondata, metterebbe a rischio di azione legale anche i due opera che difendono l’azienda.
È ormai da tempo che i Sindacati si stanno occupando dei cantieri SAE nel sospetto che ci siano irregolarità più o meno gravi. Al momento non sappiamo con certezza quanto le accuse nei confronti delle ditte subappaltanti siano fondate ma, qualora i fatti vengano dimostrati (e dalla CGIL fanno sapere di essere piuttosto sicuri in questo senso), ci troveremmo davanti a una situazione che potrebbe avere ripercussioni anche sulla politica.
In effetti l’atteggiamento delle Istituzioni, in tutta questa vicenda, è stato a dir poco attendista. In realtà non ci sono notizie circa un qualche interessamento da parte delle istituzioni alla questione che pure ha risvolti umani e sociali importanti. In primis va considerata la dignità e i diritti dei lavoratori che, qualora la denuncia dei due Egiziani risultasse veritiera, avrebbero subito un grave attacco. Ma, soprattutto, se tutto questo fosse vero, ci troveremmo davanti a un sistema di lavoro che certamente non può produrre buoni risultati in quanto il lavoratore che lavori in queste condizioni difficilmente potrà mai dare il meglio di sé producendo un risultato di qualità. In entrambi i casi mi aspetterei un interessamento importante da parte di Regione e Commissario Straordinario, interessamento che, a oggi, non mi risulta.

Luca Craia