sabato 2 dicembre 2017

Sorprese a non finire con il Crocifisso del cimitero. Che non è un Crocifisso.



Procede più lentamente del previsto il restauro del Crocifisso del cimitero di Montegranaro curato da Arkeo e finanziato da Giuseppe Raparo. Il rallentamento è dovuto alle continue sorprese che l’avanzamento dei lavori riserva.
La sorpresa più grande è la scoperta che la scultura, quasi certamente databile al XVII secolo, non è un Crocifisso o, almeno, non è stata concepita in questo modo bensì come Cristo morto. Infatti la conformazione degli arti è palesemente pensata per rappresentare la figura stesa del Cristo. Presumibilmente nel ‘700 sono state aggiunte delle articolazioni meccaniche in ferro alle braccia e alle gambe in modo da poter utilizzare la statua sia nella sua funzione originale che come Crocifisso e, addirittura, come Redentore. Per questa ultima configurazione è stato affisso alla testa un grosso chiodo col quale probabilmente il Cristo veniva sollevato e appeso dopo avere messo gli arti nella posizione benedicente del Redentore.
La posizione della testa è stata sollevata aggiungendo un tassello di legno al collo. Marco Salusti, il restauratore che sta eseguendo il lavoro di recupero dell’opera, sta riportando la scultura alla sua forma originaria rimuovendo le parti aggiunte. In particolare è stato asportato un notevole strato di vernici e altri materiali che ricoprivano l’intero corpo modificandone sensibilmente l’estetica tanto che ora la statua si presenta con un aspetto decisamente diverso da quello con il quale la conoscevamo. Ora mostra un incarnato delicatissimo nonché una conformazione anatomica molto dettagliata, addirittura evidenziando il costato, la muscolatura e la nervatura. Sono addirittura visibili le vene delle gambe.
In questa fase stiamo studiando con il responsabile della Soprintendenza che segue il restauro, Claudio Maggini, quale soluzione adottare per la sistemazione finale: rimettere la scultura in posizione di Crocifisso o riportarla alla sua morfologia originale di Cristo morto. In ogni caso sarà ricollocata nella Cappellina delle Anime Sante opportunamente preparata con una chiusura in cristallo che permetta di proteggere l’opera e mantenerne la fruibilità del pubblico. Anche l’assessore competente, Giacomo Beverati, è molto soddisfatto di come sta procedendo il lavoro di recupero e si sta adoperando per quello che riguarda il ruolo del Comune di Montegranaro in questo lavoro sinergico tra Arkeo e l’Ente stesso.

Luca Craia

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