venerdì 22 dicembre 2017

NUOVO C.D.U.: Nelle Marche la ricomposizione dei Democratici Cristiani parte anche da Monte San Giusto



Comunicato integrale

Mercoledì 20 Dicembre, su invito di Augusto Ciampechini (Coordinatore del nuovo C.D.U Marchigiano), si è svolta alla “Rosa dei venti” di Monte San Giusto una “cena degli auguri” a cui hanno partecipato numerosi “cattolici impegnati” in politica.
Mentre a Roma, poche ore prima, gli onorevoli: Mario Tassone, Lorenzo Cesa, Alberto Alessi, Giuseppe Gargani, Paolo Cirino Pomicino, e il Dr Ettore Bonalberti, il Dr Mario Magnola, la Dott.ssa Valentina Valenti, Dr Leo Carmelo e tanti altri ex-democristiani, hanno dato vita ad una “dichiarazione d'intenti” che proceda alla riunificazione degli eredi della Democrazia Cristiana per correre alle prossime elezioni sotto un'unica lista in alleanza con il centro destra, nella cittadina calzaturiera coloro che da sempre hanno sostenuto questa linea politica hanno gioito e brindato a questo storico traguardo.
“Oggi è tempo di ricomposizione non di rinfacciarsi gli errori del passato – ha commentato Ciampechini - il fatto che il nuovo C.D.U., l'U.d.C., la D.C. storica ed altre formazioni eredi della Democrazia Cristiana, decidano di sposare la linea politica che noi abbiamo sempre sostenuto ci riempie di responsabilità e ci obbliga a tentare, noi per primi, l'allargamento dell'unità dei cattolici in politica nei nostri territori.
Per il nostro vissuto e per le scelte compiute in passato abbiamo oggi la statura morale migliore per dare sostegno a questo sogno di ricomposizione: il centro-destra, e con esso l'Italia, ha bisogno di un'identità che si richiami alla “dottrina sociale” e che sia faro della coalizione e del futuro nuovo parlamento.”
“Bene la “Flat tax”, “gli Italiani prima di tutto”, la revisione della “Fornero” e della “scuola”, proposti da Berlusconi e dagli alleati – prosegue Ciampechini – ma noi ci siamo anche per destrutturare la “nuova antropologia” proposta dal governo Renzi, dove l'uomo è schiacciato e considerato merce di scambio, per noi l'utero in affitto dev'essere considerato reato, i medici devono tornare alla libertà dell'obiezione di coscienza, la nutrizione e l'idratazione non possono essere considerati medicinali e la cittadinanza deve continuare ad essere una conquista, tanto di colui che viene accolto quanto della società che lo accoglie”.

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