venerdì 1 dicembre 2017

Marcozzi. Estranea ai fatti?



Stupiscono le giustificazioni della Consigliere Regionale Jessica Marcozzi di fronte alle notizie che la vorrebbero indagata per bancarotta fraudolenta. Stupiscono perché appare molto strano che la Marcozzi possa dichiararsi “estranea ai fatti” riguardanti il fallimento dichiarato dal Tribunale di Fermo con sentenza del 3/2/2016 dell’azienda calzaturiera “Jessica srl” che porta il suo nome.
È incontrovertibile, che la Marcozzi fosse socia dell’azienda Jessica srl.
È incontrovertibile che la stessa sia fallita.
È incontrovertibile che vedendo l’azienda in difficoltà abbia ceduto le quote di sua proprietà alla madre.
È incontrovertibile che la stessa di professione commercialista curasse i rapporti con le banche e la contabilità, avrebbe dovuto conoscere le dinamiche in corso e quello a cui avrebbero portato. Del resto è anche vero che alcune proprietà del padre sono state cedute direttamente al marito della Marcozzi, il che lascia supporre che la stessa avesse coscienza del destino della Jessica srl.
Del resto, se la Procura di Fermo, notoriamente poco incline ad azioni eclatanti e clamorose, ha avviato un procedimento penale nei suoi confronti, c’è ragione di credere che ci siano atti fondati su cui basare l’azione. In ogni caso non possiamo sapere oggi circa il grado di coinvolgimento e di responsabilità del Consigliere Regionale, in quanto questo verrà stabilito dall’iter delle indagini.
Fatto sta che, sapendo comunque che l’azienda di cui era socia stava fallendo, per una questione di opportunità politica e morale, sarebbe stato auspicabile che la Marcozzi avesse evitato la sua candidatura politica alle ultime elezioni, liberando almeno il Partito che rappresenta in seno al Consiglio Regionale dell’immancabile quanto immeritato danno di immagine che consegue a queste vicende. Qualora invece fosse davvero all’oscuro di tutto, pur essendo pienamente coinvolta nelle dinamiche dell’azienda fallita, dubitare sulle sue capacità di amministratore, sia privato che pubblico, sarebbe legittimo.