sabato 16 dicembre 2017

Finanziare la campagna elettorale con i soldi del terremoto



L’impressione, si badi bene, è solo un’impressione, è che si stia finanziando la campagna elettorale prossima ventura per la tornata delle amministrative con i soldi del terremoto. L’impressione è data dal fatto che si stiano assegnando un sacco di soldi a Comuni che andranno al voto nel 2019, retti dal PD, che hanno subito danni relativamente lievi o che non ne hanno proprio subiti, sottraendo di fatto risorse alla ricostruzione. L’esempio è dato dai due comuni che ho più vicini: Montegranaro, dove vivo, e Monte San Giusto, qui di fronte. Stanno piovendo soldi su queste amministrazioni comunali rette da maggioranze targate PD e in entrambi i casi questi soldi non vanno a coprire spese di ricostruzione vera e propria. A Montegranaro si aggiusta il municipio, che è sì fatiscente ma certamente non per causa dell’ultimo terremoto, e la scuola di Santa Maria che idem come sopra. A Monte San Giusto aggiustano una scuola che forse qualche danno lo ha avuto e Palazzo Bonafede che era puntellato già da prima.  Opere necessarie ma non legate al terremoto, opere che, sicuramente, avvantaggeranno le coalizioni che reggono le maggioranze di governo attuali nelle prossime elezioni. Insomma, a pensare male si fa peccato, lo so, ma non so voi, io ho questa nettissima impressione, unita a quella che si stia continuando a perpetrare il disegno di spopolamento delle zone montane. Insomma, due piccioni con una fava. Prendili per fessi.


Luca Craia

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