mercoledì 6 dicembre 2017

Cittadini italiani che non sanno l’italiano.



Ritengo positivo che il Comune di Montegranaro organizzi dei corsi per insegnare la lingua italiana agli stranieri che risiedono nel nostro territorio, tra l’altro ancor più positivo perché quest’anno, per fare i corsi, non si è sfrattata nessuna associazione, visto che si tengono nella sede dell’Informagiovani. È positivo perché la conoscenza della lingua è basilare e imprescindibile se si vuole pensare a qualsiasi tipo di processo di integrazione.
Però apprendere dallo stesso assessore Strappa che, dei venticinque partecipanti al corso, ce ne sono alcuni che hanno la cittadinanza italiana mi ha lasciato interdetto. Come: abbiamo dato la cittadinanza italiana a persone che non conoscono la lingua italiana? La conoscenza della lingua dovrebbe essere uno dei requisiti fondamentali per richiedere e ottenere la cittadinanza. Non per una questione di principio ma per motivi pratici: come dicavamo, se non si conosce la lingua non ci si può integrare. Eppure la conoscenza della lingua non è uno dei requisiti richiesti per ottenere la cittadinanza italiana.
Anziché parlare di ius soli e di altre assurdità anacronistiche e autolesionistiche, sarebbe opportuno che si ragioni su questi particolari. Il cittadino straniero che voglia diventare cittadino italiano deve poterlo fare, ma deve rispondere a requisiti precisi che non possono essere la sola residenza in Italia per un certo numero di anni. L’integrazione è fondamentale per la cittadinanza e questa va dimostrata per diventare cittadini. È logico che, non conoscendo la lingua, l’integrazione è difficile se non impossibile. Cittadini sì, ma consapevoli e attrezzati per esserlo.

Luca Craia