giovedì 7 dicembre 2017

Caso autovelox: quando chi fa le leggi non le rispetta. Addio legalità.




Come si può aspettarsi il rispetto delle regole e delle leggi da parte dei cittadini quando sia chi le fa che chi è preposto a controllare che vengano rispettate non le rispetta a sua volta? Come si può pensare di educare il cittadino, perché a questo servono le pene in uno Stato di diritto, quando l’educatore è ineducato?
Quella che si profila nel caso della pioggia di multe a causa dell’autovelox di nuova installazione sulla Mezzina è una situazione assurda in cui, se è vero quello che afferma l’avvocato Andrea Agostini che tutela i multati, l’Ente proprietario della strada, la Provincia di Fermo, e coloro che manovrano fisicamente l’apparecchio per rilevare la velocità avrebbero per primi violato regole e leggi oltre che il buonsenso comune.
È una situazione di una gravità inaudita e va esattamente nella direzione opposta alla quale i mezzi di controllo dovrebbero andare. È fortemente diseducativo e sfiduciante: il cittadino, a questo punto, potrebbe sentirsi autorizzato egli stesso a non rispettare le norme quando è lo Stato o chi, come in questo caso, lo rappresenta a non rispettarle per primo.
E se prima tutti i ragionamenti sulla prevenzione e la sicurezza lasciavano perplessi, restando incomprensibile il perché si sia dovuto sostituire un sistema che aveva dato risultati positivi, come quello del tutor, con uno la cui utilità è tutta da dimostrare, ora la sfiducia nella capacità e nella volontà di perseguire davvero la sicurezza sulla strada appare giustificata.


Luca Craia

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