venerdì 24 novembre 2017

Mezzina: un conto la sicurezza, un conto la cassa. Investire in manutenzione e rotatorie.



La sentenza emessa ieri dal Tribunale di Fermo contro l’autore dell’omicidio stradale, la cui vittima era la giovane montegranarese Gessica Sgariglia, riaccende i fari ancora una volta sulla pericolosità dell’incrocio tra la Mezzina e l’Elpidiense e di tutta la Mezzina in genere, argomento tra l’altro molto vivo e acceso in questi giorni a causa della raffica di multe contestate per mezzo del nuovo autovelox che sostituisce il vecchio sistema tutor.
Non voglio entrare nel merito della sentenza, che comunque reputo molto generosa nei confronti del condannato, ma vorrei soffermarmi sulla pericolosità della strada, pericolosità che sembra preoccupare il Presidente della Provincia di Fermo, titolare della stessa, tanto da sostituire, come dicevamo, il tutor con l’autovelox motivando la scelta proprio con la sicurezza. Una motivazione, però, che non convince, perché gli incidenti continuano a capitare con una frequenza spaventosa e la strada rimane pericolosissima, con o senza autovelox.
È singolare, inoltre, che l’interessamento della Provincia si concentri nel tratto pianeggiante che va dall’incrocio per Monte Urano a quello per Sant’Elpidio a Mare, mentre la parte della strada più scoscesa, anch’essa teatro di incidenti gravissimi e frequenti, è totalmente priva di qualsiasi controllo.
La Mezzina è una strada infida: lunghi rettilinei, carreggiata piuttosto larga, invoglia l’automobilista a spingere sull’acceleratore. I tratti in discesa, poi, portano le vetture a viaggiare a velocità elevate per la stessa pendenza. Il pericolo, però, non è solo nella condotta dei conducenti ma anche nella strada stessa, che presenta un fondo sdrucciolevole nonostante sia stato rifatto recentemente, con notevoli avvallamenti, buche e sconnessioni che possono provocare, e spesso lo fanno, la perdita del controllo del veicolo.
È evidente che sia prioritario limitare la velocità, ma come? I sistemi coercitivi, come il tutor o l’autovelox, funzionano relativamente poco, come i fatti dimostrano fuori da ogni dubbio. Non è possibile installare dei rallentatori su una strada di questo tipo. L’unica cosa possibile e forse efficace sarebbe la creazione di rotatorie presso i numerosi incroci che intersecano la strada. 
Le rotatorie rallentano il traffico ed evitano che, in corrispondenza delle stesse, si verifichino incidenti gravi come quello purtroppo accorso a Gessica. La costruzione di rotatorie in corrispondenza di ogni singolo incrocio, anche i secondari, potrebbe essere un ottimo sistema per evitare che gli automobilisti più indisciplinati abbiano spazio per portare i veicoli a velocità troppo elevate. Ovviamente i sistemi coercitivi vanno mantenuti.
Se i rappresentanti della Provincia di Fermo sono davvero così preoccupati della sicurezza di questa strada, come è giusto che sia, allora cerchino i fondi necessari per renderla più sicura, curandone la manutenzione e installando le rotatorie. Sicuramente tutto questo ha un costo ma il valore delle vite che si potrebbero salvare è infinitamente più alto.

Luca Craia