martedì 14 novembre 2017

La Mezzina spolpa i cittadini. L’assurda situazione delle multe moltiplicate. Un incontro per tutelarsi.

Era stato annunciato a mezzo stampa già dalla scorsa estate e, ad agosto, il tutor, il sistema di controllo della velocità media, installato sul tratto basso della Provinciale 219, meglio nota come Mezzina, è stato sostituito da un rilevatore della velocità istantanea, un autovelox. La strada in questione attraversa una delle zone industriali di Montegranaro ed è quindi percorsa quotidianamente da molti dipendenti delle fabbriche lì ubicate.
Gran parte di queste persone, non percorrendo l’intero tratto interessato dal tutor, fino ad agosto non facevano troppo caso alla velocità portata dalle loro vetture. Infatti il tutor rileva, come dicavamo, la velocità media e, quindi, occorre attraversare entrambi i punti di rilevamento perché un’eventuale infrazione venga rilevata. L’autovelox, invece, individua l’infrazione nel momento stesso in cui si passa davanti all’apparecchio. Il risultato è stato che molti, non informati della presenza della nuova apparecchiatura sono stati multati.
Fin qui tutto normale: i limiti di velocità vanno rispettati e chi non lo fa viene sanzionato, è giusto che sia così. Quello che non è normale è il fatto che, passando su quella strada anche più volte nell’arco di una giornata, molti si sono visti arrivare una quantità enorme di contravvenzioni. Ci sono casi in cui la stessa vettura è stata multata sessanta o ottanta volte. Questo, evidentemente, non è normale.
La perplessità più importante manifestata dai multati è questa: posto che chi ha infranto il codice (cosa comunque da dimostrare visto che il dubbio circa la corretta taratura dello strumento di rilevamento esiste e dovrà essere fugato) non era evidentemente informato della presenza dell’autovelox, se le prime multe, elevate a fine agosto, fossero arrivate tempestivamente, con esse sarebbe arrivata anche la corretta informazione, evitando agli automobilisti di incorrere più volte nella stessa infrazione. Invece le multe sono iniziate ad arrivare dopo circa sessanta giorni dalla prima infrazione e la cosa è sia strana quanto fondamentalmente ingiusta, per quanto nella piena legalità.
Tra i multati ci sono le aziende che risiedono nella zona industriale, ma anche molti dipendenti che sono chiamati a pagare cifre molto pesanti per chi vive di solo stipendio. La sottrazione dei punti, poi, rischia di impossibilitare le persone addirittura a recarsi al lavoro o a svolgerlo, e questo sarebbe un danno enorme per le persone e le famiglie che vivono di quegli stipendi. La multa è un deterrente e una forma educativa nei confronti dell’automobilista, ma un conto è punire e un conto è vessare. Decine di multe per la stessa infrazione, evidentemente commessa nella non conoscenza della violazione che si commette, sono una punizione decisamente esagerata per un comportamento certamente illecito ma che non merita una repressione così pesante.
Per ragionare su come difendersi i multati si sono dati appuntamento per lunedì 20 novembre alle ore 21,15 presso lo stabilimento Corvari. È un incontro che serve per capire bene la situazione e studiare, insieme a un team legale, come potersi eventualmente tutelare. All’incontro sono invitati tutti coloro che hanno ricevuto almeno una di queste contravvenzioni, nella speranza che, nel frattempo, la Provincia di Fermo magari si metta una mano sulla coscienza.

Luca Craia

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