mercoledì 29 novembre 2017

Il caso Project e la scarsa considerazione del ruolo del Consigliere Comunale. Avrà ragione la Latini?




È grave quanto si è evidenziato durante la seduta del Consiglio Comunale di Montegranaro di ieri sera a proposito del caso Project, il punto più caldo dell’ordine del giorno, come da previsione, in mezzo a una sequenza di volemosebbene invero abbastanza stucchevole, con ammiccamenti e sorrisi inaciditi. Un comportamento tenuto durante il periodo di preparazione della seduta fortemente lesivo del ruolo istituzionale del Consigliere Comunale come stigmatizzato dal racconto fatto in aula dal Capogruppo di Sinistra Italiana, Eros Marilungo.
Il fatto di non consegnare ai Consiglieri Comunali copia del parere espresso dall’avvocato che segue la pratica in quanto questo avrebbe messo a rischio la giusta riservatezza dell’atto che, ovviamente, non può e non deve essere divulgato in quanto c’è un procedimento giudiziario in atto, è una mortificazione del ruolo del Consigliere stesso che, vale la pena ricordarlo, è un pubblico ufficiale e deve avere la piena responsabilità delle sue azione nell’adempimento della propria funzione. Motivare la mancata fornizione della documentazione con il fatto che essa poteva essere divulgata è una grave mancanza di fiducia non solo nella persona del Consigliere stesso ma anche e soprattutto nel suo ruolo istituzionale.
Non si può arrivare alla discussione di un punto e alla successiva votazione senza conoscere tutti gli atti. In questo modo il ruolo di controllo dell’opposizione è leso e mortificato, oltretutto per il fatto che i Consiglieri di maggioranza sono invece a conoscenza degli atti stessi. Non esiste giustificazione alla negazione del diritto di conoscere tutta la documentazione inerente un punto in discussione e, quandanche la legge lo possa consentire, rimane il comportamento politico antidemocratico, irriguardoso, opaco.
Qui c’è da capire come si considera il ruolo del Consigliere Comunale, e forse ci viene in soccorso l’interpretazione data dal Consigliere di maggioranza nonché segretario cittadino del PD che, intervenendo in una delle rarissime occasioni in cui abbiamo potuto ascoltare la sua voce in aula, spiega a Milko Cotica dei Movimento 5 Stelle che i suoi reiterati silenzi dagli scranni del Consiglio sono motivati dal fatto che le decisioni sono già prese in sede di riunione di maggioranza e, quindi, diventa inutile esporre la propria opinione durante la seduta. A questo punto decade totalmente il ruolo e la funzione del Consigliere Comunale e la delega stessa che l’elettore gli fornisce votandolo. E decade la funzione stessa del Consiglio, organo, in quest’ottica, obbligato a reiterare decisioni prese altrove. E se lo stesso Consigliere Comunale, rappresentante dei cittadini e pubblico ufficiale, viene così svuotato di ogni sua prerogativa democratica, possiamo facilmente immaginare quale sia la considerazione che si ha della volontà del cittadino stesso.


Luca Craia

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