martedì 21 novembre 2017

Fiumi di droga nel Piceno. Il problema è sociale.




L’arresto dell’ex artigiano di Porto Sant’Elpidio che teneva tranquillamente in casa 24 chili di cocaina, se non sorprende, ci dovrebbe almeno far riflettere, perché indica come lo spaccio ma, soprattutto, l’uso degli stupefacenti sia estremamente diffuso e captato a livello mentale come sostanzialmente normale Intendiamoci: la droga, in questa zona, c’è sempre stata, fin dai tempi degli eroinomani col cervello bruciato che tutti ricordiamo in ogni paesino, compresi quelli che ci hanno lasciato la pelle. Ma quegli eroinomani erano degli alienati, esclusi dalla società, indicati come esempio da non seguire. Noi giovani di quegli anni guardavamo questi coetanei con pena e paura, pena per loro e paura di diventare come loro, una paura che ha tenuto lontano dalle droghe la stragrande maggioranza dei giovani di un tempo.
Oggi è diverso. Oggi assumere sostanze non ti riduce allo stato larvale come allora. Oggi passi una notte brava a base di alcool e pasticche, il giorno dopo lo passi in coma e il giorno dopo ancora torni alla tua vita quotidiana come niente fosse. L’uso di droghe tra i giovani è talmente diffuso e capillare da essere percepito come cosa normale. E questa percezione è estremamente pericolosa.
D’altro canto oggi procurarsi delle sostanze sembra essere molto facile e pare che anche i costi siano molto più bassi rispetto al passato. È evidente, quindi, che esista una politica commerciale vera e propria dietro un mercato che dovrebbe essere il più occulto possibile ma che occulto non è. Ovviamente dietro c’è la grande criminalità, ma si avvale di una rete di distribuzione fatta di balordi, delinquenti improvvisati, piccoli criminali e persone insospettabili. Una rete che sembra essere fitta e radicalizzata nella società che, tutto sommato, la tollera facendo finta di non vedere.
L’esempio di Montegranaro è lampante: tutti sappiamo che il nostro paesino è una delle centrali dello spaccio. Il centro storico è una specie di supermercato della droga e vengono da fuori per rifornirsi come le casalinghe vanno al Cuore Adriatico per approfittare delle offerte del volantino. Lo sanno le forze dell’ordine, che spesso intervengono ma con scarsi mezzi legislativi a disposizione, e lo sanno i cittadini che vedono ma non vedono, ne parlano ma non ne sanno niente.
E lo dovrebbero sapere i responsabili politici delle nostre città che devono assolutamente e urgentemente cominciare a porsi il problema. Perché il problema è morale e, quindi, politico. Bisogna capire come intervenire a livello culturale, prima che legislativo e repressivo, per sconfiggere la cultura dello sballo. E l’iniziativa deve partire dai leader, che sono poi i nostri politici. Ma, al momento, non si registra altro che qualche uscita autoconservatrice e assolutrice, trincerandosi dietro telecamere e iniziative spot che portano a nulla. Ma se non ci svegliamo avremo enormi danni sulle giovani generazioni, danni che pagheremo molto cari.

Luca Craia