venerdì 3 novembre 2017

Catalogna tra stupidaggini ideologiche e repressione antidemocratica.



Così come ho sempre considerato un’idiozia il concetto di Padania della Lega che, grazie a Dio, pare essere stato abbandonato a favore di una più mite e ragionevole richiesta di autonomia fiscale e amministrativa per le regioni più produttive del Paese, parimenti considero l’idea di una Catalogna indipendente un’immensa stupidaggine. In un mondo in cui, volenti o nolenti, è l’unione che fa la forza, dividere e sbriciolare è un atteggiamento politicamente ed economicamente suicida. Però c’è una larga fetta di popolazione che lo vuole e, ricordiamolo, siamo in democrazia.
L’azione del governo centrale spagnolo è deprecabile sotto ogni aspetto. Da un punto di vista di principio sta violando ogni valore democratico, assumendo un ruolo reazionario degno delle peggiori dittature. Da un punto di vista dell’opportunità politica sta sbagliando tutto, reagendo con la forza a una richiesta pacifica e presentata con mezzi democratici. Per quanto l’idea dell’indipendenza catalana possa essere bislacca, il metodo per rispondere non può essere violento. Oltretutto è stupido, perché in questo modo si alimentano gli odi, si esacerbano le posizioni e si porta tutta la questione su un piano di scontro non necessario e controproducente.
Apro una parentesi con cui chiudo questo breve pensiero: l’atteggiamento dei radical nostrani, in netta contraddizione con se stessi qualsiasi posizione assumano. Se difendono il governo di Madrid si pongono in posizione antidemocratica contraddicendo i principi di libertà che hanno sempre contraddistinto la sinistra italiana. Se, invece, sposano la causa secessionista, contraddicono se stessi e le loro lotte contro la Lega Nord che, sostanzialmente, proponeva la stessa idea dei secessionisti catalani. Sarebbe molto opportuno il silenzio.

Luca Craia

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