sabato 4 novembre 2017

Arriva Finardi a Montegranaro. Attendiamo il mito. Complimenti all’amministrazione comunale.



Adoro Finardi, dai tempi della radio, di quando facevo la radio e mettevo la sua canzone La Radio. Finardi è stato un pioniere della musica italiana, un ribelle tra i ribelli, un rocker quando in Italia, a fare rock, erano due o tre coraggiosi. Eugenio Finardi era, negli anni a cavallo tra i ’70 e gli ’80, un elemento di rottura nel mondo del cantautorato italiano, un musicista vero, bravo e virtuoso, capace di mettere insieme una musica all’avanguardia con testi graffianti in un mondo, quello della musica leggera considerata più colta e impegnata, in cui il testo e il messaggio prevaricavano la qualità musicale.
Sono passati tanti anni da Sugo, Diesel e Roccando Rollando. Anni in cui il musicista è cresciuto, ha sofferto, ha visto cose belle e brutte che hanno modificato e affinato la sua visione della vita. La sua musica si è forse fatta meno “cattiva” ma non ha perso di profondità, tutt’altro. Certo, il numero dei cosiddetti fans forse è diminuito ma la sua immagine, il suo mito, la sua importanza nel panorama musicale italiano non possono essere in alcun modo sminuiti. E sapere che sabato prossimo si esibirà nel mio paese è per me molto entusiasmante.
Per questo voglio ringraziare l’amministrazione comunale di Montegranaro, questa volta, per aver portato il mito a Montegranaro. Ci sarò e mi godrò Finardi, credo che canterò con lui e tornerò insieme alle sue canzoni a quegli anni in cui credevamo di poter cambiare il mondo solo volendolo. Magari riprenderò un po’ di quello spirito che, in fondo, non mi ha mai abbandonato, seppure con la consapevolezza che il mondo non si cambia facilmente. Ma ci si deve provare. Aspetto sabato per un ripasso di voglia di cambiare.

Luca Craia

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