sabato 21 ottobre 2017

Terremoto. Nuova manifestazione a Roma. Ma ora servono azioni più forti.

Composta e pacifica, la manifestazione di Roma è riuscita perfettamente, captando l’attenzione dei media e facendo riaccendere qualche faro sulla questione del terremoto che sembra ormai sopita per i media nazionali. L’idea del flash mob in cui si sono gettate via le tessere elettorali, la “consegna” delle macerie, portate a Roma con carriole da muratore, le numerose persone che hanno partecipato
hanno senz’altro fatto effetto. Attendiamo il comunicato ufficiale ma credo che gli organizzatori possano essere soddisfatti. Francesco Pastorella, coordinatore dei Comitati, ha espresso ottimismo, anche in funzione della presenza, finalmente, di amministratori locali. C’erano ben sei amministratori regionali e sei Sindaci di paesi del cratere, segno che anche a livello di istituzioni locali si sente la necessità di dimostrare pubblicamente, anche se in maniera purtroppo tardiva, lo scollamento tra lo Stato e le sue periferie istituzionali.
Il problema, a mio giudizio, però è che da domani si tornerà alla normalità. La manifestazione sarà archiviata e i media che oggi se ne sono occupati daranno spazio ad altro. È per questo che serve un’azione più forte, locale ma di impatto, perché la manifestazione pacifica davanti a Montecitorio è diventata prevedibile e facilmente assorbibile per chi controlla con grande maestria l’informazione.
Purtroppo in Italia si ottiene qualcosa solo dopo aver alzato i torni, e forse è proprio quello che serve, rimanendo ovviamente nella legalità e facendo attenzione a non passare dalla ragione al torto. Gli Italiani hanno metabolizzato ormai da tempo la questione, fanno paragoni con eventi simili del passato senza considerare l’enorme differenza tra la loro gestione e quella attuale. Per tenere alta l’attenzione è necessario far passare il messaggio che l’emergenza non è affatto passata e che ci sono situazioni paradossali per le quali, dopo quindici mesi, non si è fatto nulla o quasi.
La sordità e la cecità delle Istituzioni nazionali e regionali al grido di aiuto che proviene dal cratere va contrastata creando movimenti sull’opinione pubblica. Per cui bene la manifestazione odierna ma va studiato qualcosa di più impattante. Altrimenti rimarrà solo la rassegnazione che è la cosa più dannosa possa verificarsi e che si sta manifestando ogni giorno di più.

Luca Craia