mercoledì 4 ottobre 2017

Riapre San Serafino. Situazione riportata al pre-sisma, dice Basso. C’è da stare tranquilli?




Sono stati di parola, gli amministratori comunali di Montegranaro. Nonostante il nettissimo ritardi sulle date previste per la riconsegna dei lavori, che doveva avvenire il 31 agosto scorso, sono riusciti a completare la messa in sicurezza della chiesa di San Serafino in tempo per restituirla ai fedeli prima della festa patronale, evitando di incorrere nelle ire del comitato che aveva minacciatato, in realtà con scarsa convinzione, di far saltare la festa qualora la chiesa fosse stata ancora chiusa.
Lavori finiti, quindi, ma lavori minimi. Lo abbiamo sempre detto: è una messa in sicurezza che lascia perplessi, e lo si capisce anche dalla esiguità della cifra spesa: 27.757 Euro (non 45.000 come dichiarato dal Comune, quello è l’importo del progetto che poi è andato in gara). Pochino per una mole di chiesa e di danno come quelli.
A confermare le nostre perplessità ci ha pensato l’assessore Roberto Basso, che non è competente per ufficio in materia ma lo è, o dovrebbe esserlo, per professione, essendo ingegnere, come dice lui, strutturale. Roberto Basso, su Facebook, dichiara: “avrebbe bisogno di molto altro quella chiesa, e cercheremo di fare del tutto affinchè in futuro si possano completare tutti i lavoriQuindi non è stato fatto tutto. Ma poi aggiunge: “ la situazione è stata riportata a prima del terremoto”.
Ecco, la situazione prima del terremoto non era affatto rosea: c’era l’abside tamponato con una barriera plastica, c’era la vecchia sacrestia puntellata da un’impalcatura. Che la chiesa non fosse sicura, prima del terremoto, lo testimonia il fatto che sono caduti dei calcinacci sui fedeli mentre la terra tremava. L’affermazione di Basso lascia intendere che, tremasse ancora la terra, potrebbero cadere ancora dei calcinacci, speriamo solo quelli, sui fedeli.
Quindi gioiamo per la riapertura dell’amato tempio, ma stiamo accorti: in quanto a essere sicuro, ce ne passa.

Luca Craia

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