venerdì 27 ottobre 2017

Frontignano, tutto fermo. L’economia turistica congelata.



Degli impianti del Monte Prata ci siamo già occupati tempo fa. Oggi volevo parlare della situazione di Frontignano, località sciistica facente parte del Comune di Ussita, in provincia di Macerata. A Frontignano ci troviamo di fronte a una situazione inversa rispetto a quella del Monte Prata, dove gli impianti sarebbero pronti a essere utilizzati ma ciò è reso impossibile dalla viabilità ancora bloccata allo stato di un anno fa. A Frontignano, invece, la viabilità è pressochè perfetta ma gli impianti non sono ancora stati verificati, quindi non si sa se essi siano o non siano agibili. Le verifiche tecniche sarebbero in programma in tempi brevi ma, al momento, non sono ancora state fatte e la stagione invernale sta iniziando.
Frontignano ha un’importante percentuale di case agibili, stimabile (a spanne) intorno al 50% delle stesse. Lo stato degli impianti, però, è ignoto in quanto non ancora verificato. I costi delle verifiche sarebbero piuttosto esigui, circa 30.000 euro, se eseguiti in concomitanza con quelli di Monte Prata. A occhio, però, la situazione sarebbe questa: gli impianti del settore Saliere sarebbero danneggiati ma non sembra in maniera grave, mentre quelli del settore Canalone sembra abbiano riportati danni più consistenti. Il rifugio Saliere è agibile mentre i due del settore Canalone non lo sono. Tutte le infrastrutture private, alberghi, ristoranti, bar, sono inagibili. Insomma, una situazione piuttosto grave.
Lo scorso agosto si era parlato della possibilità di riaprire, seppur parzialmente, il settore Saliere, anche per questo inverno. Nelle settimane successive una delibera apparsa nel sito del Comune nominava un responsabile tecnico per la stazione turistica di Frontignano, senza specificare se si trattasse di un capo servizio oppure un direttore d’esercizio. Tutto questo faceva ben sperare finchè a ottobre il Commissario rilasciava una dichiarazione in cui si diceva dubbioso: “non so se (si potrà aprire, ndr) per il prossimo inverno, ma ci stiamo provando”.  Intanto, però, arrivava la notizia che lo stanziamento di 30.000 Euro per le verifiche era stato approvato. A oggi, però, non si sa se i soldi siano mai arrivati, né se si sia avviata una qualche procedura per dare il via alle verifiche.
È logico che far ripartire una macchina complessa come quella degli impianti sciistici non sia cosa facile ma, a un anno dal terremoto, bisogna constatare che non è stato fatto ancora nulla. Certamente i problemi da risolvere sono tanti, ma è anche vero che, se si vuole far ripartire l’economia, è importante che anche questo settore economico venga quanto prima rimesso in funzione, anche perché, passando il tempo, diminuiscono ne possibilità che gli operatori economici impegnati nell’area fino all’evento sismico possano tornare al lavoro. E il turismo, per Ussita e il circondario, è fondamentale.


Luca Craia

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