mercoledì 13 settembre 2017

L'Italia del 2090 raccontata da un viaggiatore del tempo.

Oggi mi è venuto a trovare uno strano tipo, nel mio negozio. Doveva comprare, mi ha detto, delle pile alcaline per la sua macchina del tempo. L'ho preso per pazzo, lì per lì, e gli ho venduto le pile. Poi ci siamo messi a chiacchierare e, discorrendo, ho quasi cambiato idea venendo alla determinazione che forse pazzo non era.
Mi ha detto di provenire dall'Italia del 2090. Mi sono fatto raccontare: un'Italia poco diversa dall'attuale, governata dal PD, il Partito Demografico. Il capo del governo è Renzi XXXIV, che in realtà si chiama Gaetano Pizzacanturri ma da anni chi va al governo assume il nome del Duce Massimo, Renzi appunto.
Sono molte le cose che mi ha raccontato ma mi ha colpito una in particolare: non ci sono più fascisti e comunisti che litigano, sono tutti piddini. La gente gira con le magliette stile Che Guevara ma, anziché la faccia dell'uomo in motocicletta, c'è quella di Matteo Renzi. Sulla scrivania dei nostalgici c'è il busto di finto gesso non più di Mussolini ma di Renzi. Non si va più in pellegrinaggio a Predappio ma al cimitero di Firenze dove il Duce Massimo è sepolto in un grande mausoleo. Alla festa del Primo Maggio non si canta più Bella Ciao ma Gelato al Cioccolato.
Una bella Italia pacificata, finalmente, con le due nostalgie dittatoriali che hanno caratterizzato l'intero XX secolo e un pezzo del XXI ridotte alla venerazione dell'unica vera verità, quella del superuomo piddino. 
Lo strano visitatore se ne è poi andato veloce, perché aveva lasciato la macchina del tempo in divieto di sosta. E io sono rimasto a chiedermi se siano meglio gli instupiditi di regime del 2090 o i nostalgici di oggi. Mah...

Luca Craia