giovedì 14 settembre 2017

Che fine ha fatto il Partito dei Lavoratori a Montegranaro?

Lo confesso: la foto dell'articolo l'ho rubata alla pagina Facebook della Festa de l'Unita di Montegranaro sperando di non beccarmi una denuncia o, quantomeno, la solita minaccia di denuncia, come piace attualmente fare da quelle parti. L'ho fatto perché è una foto che ci dà in segno dei tempi: una platea sparuta a quella che, un tempo, era una festa che richiamava folle oceaniche. 
Oggi quel Partito, il Partito dei lavoratori, un tempo fortissimo in quanto forza politica in un paese a grande vocazione industriale e quindi pieno di, appunto, lavoratori, addirittura si vende la sede della Sezione, 0una sede acquistata proprio grazie agli incassi che si realizzavano nel corso di quelle feste. E gli incassi si realizzavano grazie al sacrificio e all'impegno dei tanti attivisti che si prodigavano per far crescere quel partito. 
La foto ritrae una folla tutt'altro che oceanica e ci mostra, nel contesto attuale, un partito che di attivisti deve averne davvero ben pochi. I tempi cambiano, ha detto il segretario provinciale del Pd, proprio a proposito della situazione relativa alla vendita delle sedi delle sezioni. Solo che cambiano in peggio e nessuno, a quanto pare, se ne interroga. 
Per carità, i voti continuano a venire, almeno fino alle ultime elezioni sono venuti: le hanno vinte, seppure alleati coi fascisti. Ma probabilmente quel partito in realtà non esiste più. Non rappresenta più i lavoratori, chissà, forse proprio perché i lavoratori sono rimasti pochi. Non rappresenta più le classi deboli, almeno quelle italiane, magari trovando più remunerativo occuparsi d'altro. 
Fatto sta che la definizione di democratico, per un partito che addirittura vende la sede del dibattito, appunto, democratico interno comincia a calzare ben poco. Tempi che cambiano.

Luca Craia