mercoledì 23 agosto 2017

Cosa sanno gli Italiani del terremoto del Centro Italia? Niente. Aiutateci a fare sapere la verità.



L’esperimento effettuato dal Coordinamento Comitati dei terremotati, per quanto non abbia valore statistico, dà un segnale inequivocabile su quale sia la consapevolezza degli Italiani circa quanto è successo dopo il terremoto del 24 agosto 2016. Il video, che trovate anche sotto questo articolo, mostra il raffronto tra persone che hanno vissuto il terremoto attraverso le notizie dei media e i terremotati. Dalle risposte è evidente che non c’è un’idea precisa di quanto è successo e di quale sia la situazione attuale. La gente non sa nulla del fatto che le macerie sono quasi tutte ancora sul posto, pensa che le casette siano state tutte consegnate, ignora che, coi soldi degli sms solidali, si è cercato di realizzare una pista ciclabile e, comunque, si realizzeranno migliorie a una strada che nulla c’entrano col terremoto così come le scuole laziali che saranno oggetto di miglioramento sismico tramite quei fondi.
L’informazione, In Italia, è malata è si sa. I telegiornali non mostrano quasi mai la situazione reale, i giornali un po’ meglio ma sappiamo tutti il grado di diffusione della carta stampata. A dire la verità siamo in pochi e contiamo poco. Ci sono alcune testate giornalistiche locali e qualche blog come questo, ma certamente non abbiamo la diffusione capillare che può avere un telegiornale nazionale. Ma c’è anche la pigrizia degli Italiani che non hanno voglia di informarsi, di sapere, di capire. È anche su questo che, chi è responsabile di questo stato di cose, basa la sua tranquillità.
Ci si aspetterebbe una mobilitazione popolare a sostegno della causa dei terremotati, ma non si muove nulla. La gente non sa e non vuole sapere e il problema riguarda soltanto chi lo vive. Paradossalmente anche tra gli stessi terremotati c’è una grande disgregazione, ne abbiamo già parlato, e questo gioca il gioco di chi, da questa situazione, trae vantaggio. Ma è la mancata informazione, o l’informazione manipolata e distorta, a far sì che non scatti alcun sentimento di solidarietà popolare e, finita l’onda emotiva del primo periodo, ora si pensi al terremoto come a una cosa passata e risolta.
È per questo che è importante che i nostri articoli, le nostre foto, i nostri video circolino il più possibile in rete, attraverso i social ma anche tramite sistemi di diffusione più tradizionali. Se ognuno dei lettori di questo articolo, per esempio, si farà promotore dello stesso condividendolo sui suoi canali, che siano Facebook, Twitter, altri social o e-mail, sicuramente il problema sarà maggiormente conosciuto e chi gioca sulla pelle dei terremotati avrà meno facilità di azione.

Luca Craia