venerdì 10 febbraio 2017

La triste storia della giornata a Macereto.


Mauro Falcucci, Sindaco di Castelsantangelo Sul Nera

È un alternarsi di segnali positivi e di segnali negativi, il post terremoto nell’area sibillinica, un intermittenza tra atti di coraggio e atti di pochezza, tra gente che si dona e gente che chiude le porte, uomini che remano e uomini che buttano l’acqua in barca. È bellissima l’iniziativa nata a Castelsantangelo Sul Nera da un gruppo di terremotati che amano la loro terra, un’iniziativa nata sovraccomunale e di respiro nazionale per ridare linfa a questa terra sconvolta dall’impeto della natura. “Tutti agibili per un giorno” si chiama questa bella idea dell’associazione “Un aiuto concreto per Castelsantangelo Sul Nera” e vorrebbe riunire in una grande festa tutte le attività della zona insieme a stand gastronomici e a un grande palco dove far esibire artisti di caratura nazionale e oltre. Una giornata per segnare la rinascita economica di questa terra alla quale, fin da subito, hanno dato entusiasta adesione imprenditori, commercianti e diversi nomi noti dello spettacolo. La cornice scelta per l’evento è il magnifico scenario del santuario di Macereto, nel territorio del Comune di Visso.
L’entusiasmo, dicevamo, degli organizzatori e della popolazione dei paesi dell’area non corrisponde, però, all’atteggiamento di alcune istituzioni che sembra abbiano trovato qualcosa da ridire sulla cosa. Sembra, infatti, da quello che leggiamo sul Corriere Adriatico, che il Sindaco di Castelsantangelo Sul Nera, Mauro Falcucci, si sia lamentato del fatto di non essere stato coinvolto nella cosa, anzi, di non saperne proprio nulla. Gli fa eco, da Camerino, il Vescovo, Monsignor Giovanni Brugnaro, anche lui lamentandosi di non avere avuto alcun contatto e stabilendo fin da subito l’indisponibilità del santuario di Macereto per “insuperabili difficoltà tecniche”. Sembra strano, già a una prima occhiata, che il vescovo non sapesse dell’iniziativa ma sapesse di queste difficoltà. Ma si sa, le vie del Signore sono infinite.
Mons. Francesco Giovanni Brugnaro, vescovo di Camerino
Gli organizzatori, si capirà, non l’hanno presa affatto bene, anche perché, in realtà, il Sindaco Falcucci è stato avvisato con una mail già il 15 gennaio scorso, una mail molto chiara che spiega come, pur non avendo giurisdizione su Macereto, il primo cittadino di Castelsantangelo era chiamato a partecipare, sia a livello morale che concreto. Per quanto riguarda la Chiesa, invece, l’associazione aveva contattato da tempo il Parroco, don Gilberto, che si era detto più che disponibile e che avrebbe incontrato il Vescovo per discutere la questione proprio in questi giorni. Quindi le informazioni c’erano. Cosa è successo, allora?
Speriamo di capirlo a breve, anche perché un’occasione come questa non va sprecata e chi si mette di traverso non fa certo un buon servizio a queste terre massacrate. È strano questo atteggiamento, perché gli altri Sindaci, Pazzaglini per Visso, che tra l’altro ha competenze territoriali su Macereto, e Rinaldi per Ussita, avevano aderito con entusiasmo. Quindi perché Falcucci non gradisce? È un bel mistero. Come rimane un mistero l’atteggiamento, in verità non proprio cristianissimo, del Vescovo di Camerino e delle sue difficoltà “insuperabili”: non so quali esse siano, ma da qui a giugno credo che qualsiasi difficoltà possa essere ampiamente superata.
Spero che Brugnaro e Falcucci ci ripensino. Questa terra non ha bisogno di ripicche e di gente che mette il broncio perché, magari, si è sentita sminuita nella sua figura istituzionale. Qui c’è solo bisogno di remare tutti nella stessa direzione: sindaci, cittadini, preti e vescovi. Questa è un’occasione splendida per aiutare il territorio a rinascere. Farla fallire sarebbe davvero un peccato, specie per mancanza di volontà e questioni di poco conto. Comunque, si può sempre pensare a un altro ambiente, ma Macereto sarebbe uno spettacolo.
                                      
Luca Craia