mercoledì 14 dicembre 2016

Il Comune riapre ma Montegranaro è senza chiese. Non esiste l’eccesso di prudenza

San Serafino transennata
La messa nel teatrino della Pievania è una cosa triste. Sa di accampamento, di precario, di provvisorio. Si può tollerare per un po’ di tempo ma poi occorre tornare alla normalità. Montegranaro vede il suo centro senza chiese. In realtà SS.Filippo e Giacomo è perfettamente agibile, ma San Francesco, che è la chiesa principale e sede parrocchiale, nonché l’amatissima San Serafino sono chiuse e, al momento, non si sa se e quando potranno riaprire.
I danni all'interno dell'ala ovest di Palazzo Francescani
È per questo che leggere la notizia, di per sé buona, della prossima riapertura, seppur parziale, del municipio rasserena e preoccupa allo stesso tempo. Preoccupa perché, prima di tutto, si riapre un luogo destinato al pubblico ma parzialmente inagibile, visto che il piano superiore non è certamente in ottime condizione e, a quanto si apprende, il piano terra verrà reso fruibile tramite l’ingabbiamento del soffitto. È non è tranquillizzante nemmeno l’atteggiamento con il quale si afferma che, per esempio, Palazzo Francescani non abbia subito danni quando gli stessi sono visibili a occhio nudo.
Le crepe sulla parete esterna all'abside di San Serafino
Ora la domanda è: quando riaprirà San Serafino, sempre che riapra? Da qualche giorno circola una voce che vorrebbe una sua rapida riapertura, cosa anch’essa molto preoccupante visto che l’edificio mostra evidenti lesioni dovute al terremoto: il corpo del porticato si è staccato dal corpo principale e la parete di fondo, dal lato dell’abside, è segnata da grosse crepe e si manifesta spanciata verso l’esterno.
Il materiale caduto in San Serafino la mattina del 30 ottobre
La stessa chiesa, di proprietà del Comune, mostrava crepe vistose in prossimità del presbiterio già dopo la prima scossa, quella di agosto. Ciononostante è stata tenuta aperta fino a quando la terza scossa ha fatto cadere calcinacci quasi sopra il fedeli in attesa della messa. Diciamo che, forse, c’è stata un po’ di superficialità, cosa che non vorremmo accadesse di nuovo.
Non vorrei che partisse il solito coro della tifoseria del Comune a oltranza ad accusarmi di allarmismo: chiedo solo prudenza, perché con la vita delle persone c’è poco da scherzare e da schierarsi di qua o di là. Meglio essere troppo prudenti che superficiali.

Luca Craia