giovedì 21 luglio 2016

L’Impero Ottomano tenta di ripetere la storia. E migliorarla a proprio favore.



Mamma li Turchi! Oggi ci ridiamo ma un tempo c’era davvero timore nei confronti di questo popolo che per quasi sette secoli ha costruito un impero forte e radicato, tanto che le conseguenze culturali della dominazione ottomana sono ancora molto evidenti anche in un Europa molto vicina a noi per quanto orientale. L’Impero Ottomano, però, non riuscì mai a entrare e conquistare il cuore dell’Europa e dell’occidente, rimase ai margini, si accontentò delle regioni danubiane.
Oggi, a distanza di circa un secolo, quindi pochissimo in termini relativi, dalla fine dell’Impero Ottomano, a Istanbul siede un nuovo sultano. È un sultano moderno, scaltro, preparato ma che non differisce molto dai suoi antichi predecessori in fatto di crudeltà ed efferatezze. È la storia che si ripete, modificandosi in base ai tempi, ma che ricalca sostanzialmente il passato, quel passato lontano ma non troppo.
Lo chiamano Presidente, Erdogan, ma non è altro che l’ultimo dei Sultani ottomani, forse il primo di una nuova stirpe. Oggi la Turchia ha la possibilità di andare oltre gli antichi confini dell’impero, può arrivare a Berlino, Parigi, Roma. Lo può fare grazie a un esercito di disperati che non combatteranno una guerra per conquistare l’Europa ma la invaderanno e la annienteranno economicamente e socialmente. Più che di un esercito, oggi il Sultano dispone di un’arma di distruzione sociale: milioni di profughi pronti a essere “sganciati” senza criterio se non quello di destabilizzare il vecchio continente.
Erdogan si sta preparando: con la farsa del colpo di stato si è creato la base per poter installare un regime totalitario che farebbe invidia a quello di Osman I: uccisioni, epurazioni, sparizioni, il tutto con la finta indignazione degli USA e il silenzio vergognoso di quell’Europa che dovrebbe temere maggiormente le mire del nuovo sultano di Istanbul. La questione, come sempre, è geopolitica e gli Americani credono che un regime “amico” alle porte dell’est Europa costituisca un buon avamposto in funzione antirussa e, in prospettiva, anticinese. L’Europa, in tutto questo, diventa sacrificabile in quanto non più utile, se tanto ci spingiamo più in là. Erdogan è pericoloso anche per gli USA, ma è un problema che si porranno a tempo debito, ora fa comodo così.
E l’Europa? È sotto scacco, anzi, le hanno fatto scacco matto. Da una parte gli Americani che da sempre puntano a sbriciolare quel barlume di unità che avevamo sognato di ottenere, dall’altro le mire Turche, per raggiungere le quali il Sultano usa il ricatto minacciando di adoperare l’arma dei profughi. In tutto questo stiamo fermi a osservare questo nuovo regime totalitario islamico davanti all’uscio dell’Europa che non porterà certo nulla di buono. Anzi. Per cui gridiamo tutti insieme MAMMA LI TURCHI!

Luca Craia