domenica 24 gennaio 2016

Il vicesindaco col silenziatore



Di tutta la bruttissima polemica innescata dall’amministrazione comunale sul presepe vivente, della quale, per quanto doloroso, è bene tenere memoria per avere un’idea precisa della qualità umana di chi decide per nostro conto, rimane un fatto positivo: il silenzio del vicesindaco. Ubaldi non parla più di politica, almeno non lo fa sui social, e questo, pur essendo per me un problema perché mi priva di una delle mie fonti di ispirazione predilette, è un fatto estremamente positivo perché fa cadere uno degli elementi principali che hanno causato l’avvelenamento della politica montegranarese.
Ubaldi ha sempre usato la sua pagina Facebook come la finestra del duce, dove affacciarsi e fare proclami. Ma la usava anche per tirare bombe mediatiche agli avversari e insultare i cittadini rei di essere critici nei suoi confronti. Quante accuse di gufaggio, quante persone trattate da “sfigato” su quelle righe. Ebbene, dopo la fantastica sparata contro il presepe vivente, prontamente rimosa dal provvidenziale ditino innocente di una creaturina, almeno secondo la spiegazione, invero un po’ risibile, data dall’autore della suddetta sparata, è calato il silenzio. Ora si parla di calcio, di spettacoli, d’altro insomma, ma non di politica nostrana.
Se questo silenzio sia la conclusione di un ragionamento fatto dal nostro vicesindaco, tramite il quale debba aver finalmente concluso che stava esagerando (a dir poco) o se sia un silenzio indotto dagli alleati di governo, forse stanchi di essere danneggiati dalle escursioni mediatiche della seconda carica cittadina, poco importa. Quel che conta è che possiamo goderci, finalmente, un po’ di calma e un po’ di distensione, che possiamo risparmiarci nuovi insulti e offese.
Ben inteso: il veleno non veniva solo da lì; anche il Sindaco non scherza e, ultimamente, il Presidente della Provincia di Fermo se la cava piuttosto bene a cattiverie e spocchia, ma la fonte primaria, al momento, non butta più. Un po’ mi dispiace, perché, confesso, mi manca molto la lettura quotidiana delle amenità ubaldiane. Ma va bene così, nella speranza che duri.

Luca Craia

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