sabato 10 ottobre 2015

Ma che Consulta! Si ridia vita alla Proloco.



Il Primo Maggio al parco fluviale, festa delle associazioni organizzata con il coordinamento della Proloco.

Mi preoccupa la smania dell’amministrazione comunale per la creazione di questa fantomatica “consulta delle associazioni”. Mi preoccupa perché non riesco a capire a cosa serva e a cosa miri il sindaco che sta premendo tanto per inserire il Comune nell’organizzazione di eventi per i quali il Comune dovrebbe solo prestare collaborazione. Quando la politica mette mano a certe cose non c’è mai nulla di buono, e questo chi fa associazionismo da anni come me lo sa benissimo. E qui è proprio la politica a entrare a gamba tesa in un campo dal quale dovrebbe tenersi ampliamente alla larga.
Si dice che si vuole coordinare. Bene, ma serve una consulta? C’è già la Proloco, coordini la Proloco. La Proloco che è stata sfasciata e smembrata nel giro di pochi mesi proprio dall’opera politica dell’amministrazione Mancini (e non come vuole far credere il buon Marco Pagliariccio sul Corriere Adriatico dall’eccessiva “forza e vitalità di enti e associazioni”). La Proloco è stata annientata dai tentativi di controllarla da parte della politica (in particolare dalla maggioranza stessa) e di personaggi a essa legati. Ma può risorgere, se lo vogliamo. Non ha senso, quindi, creare un accrocco, senza alcun altro scopo che quello di controllare politicamente l’operato delle associazioni, quando basterebbe ridare forza alla stessa Proloco che potrebbe fungere non da organizzatore di eventi, data la massiccia presenza di associazioni attive, ma da coordinatore e punto di riferimento.
Poi c’è il punto del divieto di ingresso, in questa consulta, di personaggi che ricoprono ruoli istituzionali. È un malcelato tentativo di gambizzare Mauro Lucentini che coordina con successo la realizzazione del Presepio Vivente ma che è anche consigliere di opposizione. C'è preoccupazione, evidentemente, per la visibilità che Lucentini ottiene da questo ruolo associativo, ma come si può impedire a un consigliere comunale di occuparsi di associazionismo? La scusante è, udite udite, tenere fuori la politica dall’associazionismo. Inizi subito l’amministrazione  comunale, allora, a mettere in pratica questo principio. SI faccia da parte e lasci fare le associazioni. Magari suggerisca e dia indicazioni, come il ridare forza e ruolo alla Proloco, ma smetta una volta per tutte di cercare di controllare l’unica cosa che davvero funziona a Montegranaro: il volontariato. I danni già fatti sono notevoli. Direi che è ora di fermarsi.

Luca Craia


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