giovedì 15 ottobre 2015

La Banda in difficoltà e il Comune non dà una lira



Ci tengo particolarmente alla Banda Omero Ruggieri sia perché ho contribuito alla fondazione, sia perché i miei figli ci hanno suonato fin dall’inizio, sia perché ritengo che la banda musicale cittadina sia un patrimonio culturale e aggregativo di valore assoluto. Purtroppo non tutti a Montegranaro pensano lo stesso e la nostra banda, che negli anni è cresciuta grazie all’impegno dei ragazzi per primi, dei genitori che li supportano anche economicamente, e della Scuola che ha creato la prima Junior Band, partendo da un’idea dell’allora Dirigente Annalena Matricardi, e poi ha sempre sostenuto logisticamente e monetariamente i ragazzi nel corso della loro crescita.
Ora però la Matricardi è in pensione, la dirigente che ne ha preso il posto per poco tempo non ha preso in considerazione il problema e la nuova, per quanto anche volesse, non può fare granchè perché i programmi della banda non sono stati inseriti nel Pof per cui, quest’anno, dalla scuola niente soldi. E il Comune? Nell’ultimo anno di amministrazione Gismondi, che poi era il primo dalla costituzione della banda in associazione, il Comune aveva promesso dei fondi ma poi è accaduto quello che è accaduto, è arrivato il commissario e non se ne è fatto niente. Arrivata la Mancini, anziché dare fondi, ha assegnato una sede alla banda chiedendo in cambio delle prestazioni gratuite. In sostanza la banda paga l’affitto al Comune per la sede e non viene pagata per le esibizioni. E pensare che il Presidente e il Sindaco sono buoni amici.
Ora, però, che a sostenere la banda sono rimasti solo i genitori dei ragazzi, credo sia il caso che il Comune intervenga con un aiuto importante. La banda è sostenuta dal Comune in tutto il mondo meno che a Montegranaro. In compenso altre associazioni percepiscono contributi pubblici anche sostanziosi. Sarebbe opportuno rivedere questa politica, anche alla luce del recente interesse associazionistico del Sindaco.  Altrimenti sembrerebbe che, ancora una volta, si facciano figli e figliastri.

Luca Craia