domenica 25 ottobre 2015

Alla politica non piacciono le associazioni. Neanche ai Cinquestelle?



Che lo schieramento che regge Montegranaro non abbia un buon rapporto con il mondo delle associazioni è lapalissiano. Dopo aver cercato in tutti i modi di prenderne il controllo e dopo essere riusciti solo a creare spaccature tra chi si allinea (pochi ma molto allineati e ben attrezzati, visto che sono gli unici a trovare spazio sui giornali dove gli altri non riescono ad andare manco se fanno le capriole, tanto per fare un esempio) e chi rivendica indipendenza e autonomia, ora Sindachessa, vicesindaco & Co., pur continuando nel tentativo di prendere il controllo della parte più attiva e propositiva della città, attuano una politica di avversione mai vista prima. È una logica perversa e inspiegabile, perniciosa e fondamentalmente stupida ma ormai è palese e toccherà adeguarsi.
Ora, però, ci si mettono anche i Cinquestelle e qui, francamente, rimango fortissimamente deluso perché, da chi si basa sulla partecipazione popolare, mi aspettavo un comportamento molto diverso. Prima parlano di associazionismo, escono sui giornali con dichiarazioni anche condivisibili, puntano a rivedere le regole e a farne di nuove ma non si preoccupano di incontrare i sodalizi e sentire il loro parere. Poi, oggi, apprendiamo dal giornale che, secondo la bozza di regolamento presentata all’ Amministrazione Comunale per la creazione delle consulte di quartiere, chi partecipa ad associazioni sarebbe tagliato fuori. In sostanza i membri del direttivo di un’associazione non potrebbero essere eletti nel “comitato”, ossia all’organi esecutivo della consulta, al pari di chi fa politica attiva.
Quindi persone che fanno parte della parte migliore della città, quella più proattiva, più efficiente, che più crea occasioni di crescita non potrebbero essere elette. L’intento è, forse, di salvaguardare la consulta da infiltrazioni di personaggi che utilizzano l’associazionismo per altri scopi. Ce ne sono, lo vediamo in questi giorni con la diatriba sulla consulta delle associazioni: ci sono soggetti che usano l’associazionismo per fare politica o per i propri fini personali. Ma sono personaggi noti, che conosciamo tutti, che sappiamo identificare, e non possiamo equiparare queste “pecore nere” a chi lavora e si impegna gratuitamente per la collettività e identificare persone preziose per il paese con due o tre lestofanti.
Del resto ci dovrebbe essere un’assemblea e dovrebbe essere ruolo dell’assemblea eleggere liberamente i propri rappresentanti in seno al comitato. Confiderei maggiormente nel buon senso dei cittadini che partecipano in questo modo alla vita pubblica, piuttosto che effettuare restrizioni del loro potere decisionale che taglierebbero fuori chi potenzialmente sarebbe preziosissimo per far funzionare le consulte. Sarà l’assemblea, semmai, a evitare di eleggere personaggi poco chiari che pure ci sono ma non possono certo impersonare la stragrande maggioranza di persone che tanto lavorano per il paese senza nulla avere in cambio e che, in questo modo, vengono ulteriormente mortificate.
L’associazionismo rappresenta la parte migliore di Montegranaro, la cosa più preziosa che abbiamo in questo momento. L’associazionismo manda avanti il paese, con il volontariato sociale, sanitario, con la cultura. Aiutatelo, sostenetelo, fatene tesoro, non mortificatelo.

Luca Craia