sabato 7 marzo 2015

IO LOTTO ( L’8 ) TUTTI I GIORNI DI ANNA LISA MINUTILLO




Non manca molto, fra poche ore qualcuno si ricorderà dell’esistenza di noi donne e cercherà il solito modo banale per farci capire che siamo importanti regalandoci la considerazione che ci dovrebbe ogni giorno dell’anno ma non funziona così , spesso e volentieri ciò che giunge a chi dona la vita sono discriminazioni, abusi, promesse di ferro su castelli di carta e noi si va avanti, indossando quel sorriso in più fino a che qualche anima sensibile alla ricerca di qualcosa di vero e sicuro come l’amore non inciamperà in quel sorriso facendo sparire i giorni bui e illuminandoci la vita con le parole che da sempre attendevamo di sentirci dire, fino a che non saremo considerate ingombranti, fino a che a qualcuno non verrà in mente di spezzare quel sorriso oltre che la nostra vita tanto siamo solo donne e si sa che noi donne abbiamo il difetto di fidarci sempre di tutti, di andare incontro agli altri mettendoci sempre la buona fede e questo spesso è deleterio e serve solo a farci passare dalla parte del torto.


Tutti a chiedersi : “Ma come si fa ad essere ancora così sprovvedute nel 2015”? Nessuno a considerare la grande fortuna avuta nell’incontrare ancora qualcuno che ripone speranza e fiducia nel prossimo nonostante non si faccia proprio nulla per rimanere delle buone persone, delle persone con un’ etica e qualche valore sparso qua e là.


Queste sprovvedute sono coloro che consolano ed ascoltano quando c’è bisogno del loro aiuto, sono coloro che gestiscono casa, lavoro, figli, uomini mai cresciuti, tempo libero, spesa, vacanze, parenti ed amici.


Queste sprovvedute sono coloro che spesso si ritrovano ad avere il posto di lavoro rubato da speculatori insensibili e tornano “allegramente” a fare le “schiave isaure” nelle loro case lavorando il doppio rispetto a quando un posto di lavoro fuori casa lo avevano.


Queste sprovvedute sono quelle che devono conciliare la loro figura con la maggior parte della vita di relazione che ruota intorno all’intera famiglia, diventano economiste, cuoche, colf, amanti, amiche, mogli, sorelle, figlie, confidenti, educatrici, riescono anche a trovare il tempo per arredare la casa, fare modifiche per renderla sempre graziosa, a volte imbiancano anche i muri oppure li decorano liberando quel po’ di creatività che non riesce spesso ad esprimersi.


Queste sprovvedute sono quelle che in prima linea si ritrovano nelle manifestazioni, sono quelle che occupano le loro aziende si quelle che si sono liberate facilmente e senza troppi preamboli del loro operato, sono quelle che riescono a far funzionare organizzazioni, che raccolgono cibo da donare ai meno fortunati, sono quelle che non hanno paura di sollevare la testa e di dire sempre la loro anche a costo di essere derise ed umiliate poiché le donne si sa non possono avere idee geniali quelle appartengono a chi le sa solo sminuire.


Dobbiamo faticare il doppio per essere riconosciute valide, per ricoprire alcune mansioni, utili ed apprezzate a comodo,  quasi sempre come se ci facessero un piacere prima di essere prese in considerazione in modo degno e rispettoso.


Usate come carne da macello nelle pubblicità, dal politico di turno per divertimento e svago, dalla moda che ci vuole androgene ed anoressiche, dal cinema che ci vuole la ragazza della porta accanto, ma dopo un pellegrinaggio al santuario più vicino però, perché la ragazza della porta accanto che assomiglia alla diva del momento, dobbiamo ancora incontrarla, dalla cultura che ci vuole tutte un po’ frollate e non particolarmente avvenenti, si perché dove c’è cervello non ci può essere anche bellezza, lì stonerebbe…


Dalla politica o da quel poco che rimane che ci vede tutte in competizione perché si sa anche lì l’importante è apparire e non fare davvero qualcosa. E si continua a far passare indenni questi messaggi e qualcuna finisce con il crederci, finisce per assomigliare all’uomo nella sua accezione peggiore, dopo anni di condanna di alcuni atteggiamenti per eccesso di difesa ne prende i lati peggiori esaltandoli e facendoli propri e finendo sempre più con l’assomigliare a chi ha per anni contestato.


Alcune si sono arrese ed hanno ceduto, altre si sono date alla fuga ed hanno lasciato solo l’involucro a parlare di sé lasciando emigrare il cervello lontano fino a quasi pensare di non averne più uno. Ma la maggior parte è ben presente, è operativa, ogni giorno asciuga lacrime e dispensa sorrisi e consigli, anche quando è stanca indossa la maschera della freschezza e si prodiga per chi ha bisogno, una sua giornata non è quasi mai finita, attiva di giorno e presente di notte.


Questo sono le donne, esseri instancabili che a volte riescono anche a perdonare le dimenticanze di una parola di conforto quando ve ne sarebbe bisogno.


Se questo vuol dire essere il sesso debole allora siamo fiere di esserlo, se questo vuol dire essere in buona fede beh per fortuna che esistiamo a portare un po’ di vita e speranze la dove è solo piattezza e disincanto, se questo vuol dire avere la colpa di non essere come “alcuni uomini” possiamo essere grate per ciò che siamo, se questo vuol dire non aver imparato nulla lasciamo a voi la consapevolezza di essere arrivati alla verità perché l’unica cosa che sapete raccontarvi è la vostra verità e se vi tolgono anche quella ..beh diventate niente.


Non le tollero più tutte le prepotenze e le arroganze rivolte alle donne, non tollero più tutti questi femminicidi impuniti, non tollero più che si parli per due giorni e poi si venga dimenticate sotto una terra che avrebbe potuto benissimo fare a meno di corpi così giovani e con tanti sogni ancora da vivere. 
Non tollero queste ingiustizie, non tollero che non si trovi una strada per dividere la strada di chi non si ama più senza dover ricorrere ad ammazzare, non tollero che non si abbia il minimo rispetto per la famiglia che tanto si è voluto creare, per i figli che sopravvivono, per le famiglie che perdono in un solo colpo una madre, una figlia, un’amica, una sorella.
Non tollero che si stia dietro a chi non meriterebbe un solo grammo della nostra attenzione e che si dimentichi alla svelta chi fosse la persona uccisa ,cosa le piacesse fare, quali erano le sue canzoni preferite cose banali per alcuni ma cose importanti che le farebbero rivivere fra i racconti e le parole.


Non tollero che dobbiamo lottare tutto l’anno anche per diritti che dovrebbero esserci dovuti perché li abbiamo guadagnati con anni di grandi sacrifici e dimostrazioni.


Nessuna festa, nessuna mimosa, nessuna parola di circostanza ma fatti reali, concreti, l’esserci ma l’esserci per davvero, ogni giorno dell’anno perché siamo donne ogni giorno dell’anno e non solo quando si tratta di una ricorrenza che fra l’altro piacevole per ciò che ricorda non lo è proprio dato che è stato per molte donne solo un giorno di morte questo.


Se non vi è rispetto durante l’anno non ve né è mai, se non si smette di colpire per sentirsi grandi uomini non si risolverà nulla, se non si da alle persone il valore che hanno davvero si diventa poca cosa.


Lotto tutti i giorni per cercare di dare ancora speranza a chi non ne ha più, lotto tutti i giorni per non arrendermi e poter credere ancora che non siamo tutti abituati a fare del male, lotto tutti i giorni per far arrivare messaggi di positività, lotto tutti i giorni per credere nell’amore, per non cadere nella trappola del “non c’è più nulla da fare”, lotto tutti i giorni per la gioia di poterla vivere questa vita.


Uomo fai anche tu in modo da avere il tuo 8 che non sia solo l’augurio di circostanza ma la dimostrazione che ti ricordi tutti i giorni della donna che hai accanto a te, torna a dare importanza alle piccole cose e non credere a chi sostiene che trasmettendo emozioni ed attenzioni diventi debole perché non è affatto così, non risparmiare su un sorriso in più, su un abbraccio in più non costano nulla e donano sicurezza e calore.
Spegni la tv ed accendi il cuore non occorre chissà che e tu con poco torni ad essere chissà chi e non è poco…
Non deludere la tua donna ma soprattutto smetti di deludere te stesso e torna a fare pace con il tuo io per tornare a vedere un noi.